stampa questa pagina click per stampare la pagina Rassegna curata da Carlo Ballotta

POLIZIA MORTUARIA IN AMERICA

"Il terribile risultato dei fenomeni percolativi nelle tumulazioni: liquame cadaverico che fuoriesce dalla tomba"

La tumulazione, ossia la sepoltura di un feretro in superficie, entro celle murarie, è una tendenza recente della società americana, che ha causato, a tutti gli operatori, diverse difficoltà, in tutte le zone dello stato, ed anche fuori dei confini dell'unione, come in Canada.

L'assetto di un cofano mortuario a tenuta stagna, caratteristica essenziale per la destinazione in loculo, è fortemente influenzato dalle condizioni ambientali.

Immaginiamo un contesto esterno, con clima continentale, che, quindi, presenti anche notevoli escursioni termiche nel corso dell'anno.

Il corpo umano, composto per quasi l'80% d'acqua, appena cessa la vita, è sottoposto all'aggressione di un elevatissimo numero d'agenti batterici o enzimi che iniziano a degradare la materia organica nei suoi elementi chimici principali.

Una salma racchiusa in una cassa, confezionata in modo da riuscire impermeabile a umori acquei e composti aeriformi, si conserva per maggior tempo rispetto all'interramento perché il cadavere è isolato dall'ambiente circostante, e non subisce subito l'aggressione di larve o insetti.

Se manteniamo costante il variare delle temperature, nei diversi periodi stagionali, il corpo, per effetto dell'evaporazione cadaverica, comincerà a rilasciare umidità, assieme ai prodotti chimici che sono stati usati durante le operazioni di tanatoprassi e tolettatura mortuaria.

Il comparto artero-venoso, infatti, si distrugge rapidamente e rilascia all'esterno, attraverso principalmente gli orifizi dell'organismo il fluido ematico.

L'ermeticità della cassa costringe, però, i liquami prodotti durante la decomposizione a permanere all'interno dello stesso cofano.

Queste sostanze, per forza di gravità, si raccolgono sul fondo della vasca zincata ed essendo acide, iniziano a corrodere o arrugginire la lamiera.

In molti cimiteri la perdita di liquami cadaverici, anche per incapacità d'intervento del personale necroforo, è tollerata per così tanto tempo da consentire ai fluidi di insinuarsi persino nelle fenditure della volta che chiude le nicchie sottostanti del colombario, dove sono localizzate altre sepolture, sempre entro una cassa metallica.

Il problema è causato soprattutto dalla scarsa ermeticità garantita dalle pareti dei tumuli.

Le gocce di materiale guasto, in caso di lamiera collocata esternamente, possono addirittura compromettere l'integrità di un secondo feretro, collocato in posizione inferiore.

La questione sulla resistenza delle lastre o dei mattoni che tamponano l'apertura dei forni, invece, sarà trattata più diffusamente in altra sede.

In diverse aree sepolcrali nello stato della Pensilvania, gli affossatori, arbitrariamente, e senza alcuna autorizzazione sanitaria, rimuovono dai loculi le casse danneggiate dallo scoppio dell'involucro in lamiera, senza avvertire i concessionari della tomba o l'autorità che sovrintende all'igiene pubblica di queste operazioni di manutenzione straordinaria.

Spesso i cofani interessati da profonde lesioni al dispositivo di tenuta stagna costituiscono un'imbarazzante presenza per le direzioni dei cimiteri, siccome la loro, pur necessaria, estumulazione è avvenuta in modo del tutto illegittimo ed improvvisato.

In diversi casi, tutti documentati ed agli atti di quest'inchiesta, i necrofori hanno lasciato in deposito, per interi giorni, i feretri in questione nei magazzini, nei sotterranei e nelle camere mortuarie del camposanto.

Durante questo periodo di "clandestinità" hanno tentato, inutilmente, di rimuovere le guarnizioni o le saldature, ormai intaccate dall'acidità dei fluidi organici, per favorire un libero ricircolo di aria fresca nell'interno del cofano e, quindi, una rapida evaporazione di gas e liquami, generati dai processi putrefattivi.

Svariate denunce, inoltrate presso gli uffici d'igiene, parlano di ambienti e locali interni al complesso cimiteriale, ove vengono provvisoriamente conservati questi cofani guasti, trasformati in verminai a cielo aperto, orrido banchetto per coleotteri e mosche, a causa della percolazione non arginata dei liquami, con grave pregiudizio per la stessa sicurezza dei visitatori.

In alcuni cimiteri, infatti, si sono registrate pericolose invasioni di larve ed insetti, attratti dalla putredine nauseabonda, e si è resa indispensabile un'opera di profonda disinfestazione, con un sensibile aggravio sui costi di gestione, spesso scaricati sull'utenza dalle amministrazioni. 2

Il risanamento dei feretri "scoppiati" consiste nell'avvolgere tali casse, senza rimuovere il coperchio o trasferire la salma in altro contenitore, in un sacco di materiale plastico o comunque impermeabile, munito di un feltrone assorbente collocato nella parte inferiore.

La stessa tecnica è adottata nel recuperi salme, soprattutto quando la salma presenti profonde ferite o un avanzato stadio di decomposizione.

I cadaveri sono deposti in un recipiente elastico e rinforzato, capace grazie ad un particolare trattamento di neutralizzare le possibili perdite d'umori organici.

Secondo recenti studi, sulla durata nel tempo delle guarnizioni a tenuta stagna, che equipaggiano i cofani, eventuali avarie e rotture si verificano dopo soltanto due anni dal funerale e dal conseguente confezionamento del feretro.



2 Negli Stati Uniti l'ordinamento di polizia mortuaria prevede anche la possibilità di cimiteri privati.