RISPOSTA ALL’ARTICOLO DEL DOTT. DIENI DEL 21.5 PUBLICATO SU EUROACT
Leggiamo con la dovuta accuratezza quanto ripostato nell’articolo sopra menzionato del Dott.Dieni, noto personaggio sempre presente nelle rii SEFIT svoltesi nei diversi luoghi in compagnia dei responsabili come l’Ing. Fogli, il Dott. Gaeta di Bologna, il responsabile di Trento il Sig. Passalaqua, nonché il Dott. Scolaro.
Gli stessi nelle varie occasioni hanno sempre presentato il problema oggi riproposto da Dieni, si sono sempre domandati come risolvere i vari problemi del settore ma, senza riuscirci tanto che, hanno subito l’avanzare sia delle varie Associazioni,Federazioni ect. con la continua pressione effettuata negli uffici Regionali per l’imposizione di regolamenti contestabili e criticati anche dalla AGCOM, ANTITRUST.
Nulla da eccepire su quanto lamentato da Dieni, vorremo solamente rammentargli che sono passati 25 anni ed il problema del settore ancora esiste, lo scritto generalista pubblicato il 10 Maggio a firma Massimiliano Di Giorgio non è assolutamente chiaro ne tanto meno completo, i dati sono molto diversi, pochi corrispondo alla vera realtà.
La nascita dei Gruppi di fondi che acquisiscono aziende, analizzandone sia la forza numerica che la possibilità di esecuzione dei servizi stessi secondo noi, non facilità il lavoro rendendolo piu’ accessibile alla richiesta di Dieni cioè, CHI TUTELA LA PERSONA IN LUTTO anzi, lo rende talmente piu’ semplificato che: si evita nei maggiori casi i cortei, la presenza per le esequie, la mancanza delle condoglianze come usanza sul sagrato, e, tante volte anche l’esclusione della messa in memoria si è perso il culto del morto. ANDARE IN CHIESA E RENDERSI CONTO.
Poi, sono arrivati i forni( qui meriterebbe un passaggio più completo ma, soprassediamo) dove si bruciano i morti, si diciamo bruciano i cadaveri perché questi sono, nessun ha il coraggio di scriverlo sui manifesti a lutto, IL CADAVERE DEL CARO PIPPO, SI TROVA NELLA CAMERA DI OSSERVAZIONE DELLA CASA DEI MORTI DELL’IMPRESA………..Sapete perché, tutti si stanno creando un certo alone, le case funerarie sono luoghi di beltà, dolcezza, silenzio, musica ancestrale, di comodità per i dolenti, ecc. ecc. Insomma si cerca di ENFATIZZARE la beltà di questo luogo al costo di euro 600 al giorno da pagare sul conto.
Siamo convinto che si rendessero pubbliche certe cose come sopra scritto, i dolenti ritornerebbero alla abitazione ,il servizio partirebbe dalla casa del defunto, e non lo invierebbero alla CASA DEI MORTI.
Una piccolo passaggio per i Gruppi, all’inizio c.a 6 anni fa ci venne chiesto cosa ne pensate?? La ns risposta fu: AI POSTERI !!! Conosciamo il resto, ci sono già stati e creati, caduti e rifatte, cedute e rivendute, Francesi,Americani, Maltesi, Russi, Italiani, chi partiva da Ventimiglia che da Genova.
La nascita dei Consorzi Veneti le famose A…. tutto in bolla di sapone, adesso riprovano e, vedrete la storia si ripeterà. Adesso vengono chiamati PARTENER!!! Alla faccia dei regolamenti!!!
Ma avvisiamo di stare molto attenti, c’è chi ha visto ancora piu’ lungo, e, i costruttori cosa fanno?? Si accontentano di avere un utile di 30 euro a cofano oppure tenteranno il colpo di creare imprese loro? Hanno casse, prodotti tutti, disponibilità di personale visto che già ne hanno nelle loro sedi, potrebbero assorbirne altro dalle imprese, saprebbero fare il lavoro, sono conosciuti nelle citta e loro paesi, per i carri funebri si avvalgono dei quelle dei loro Clienti, COSA GLI MANCA PER SOPPIANTARE I GRUPPI e subentrare nel mercato??
Oppure aspettano di essere tirati per il collo con il prezzo. Noi consigliamo attenzione, la percentuale dei servizi svolti dai Gruppi non supera il 5% ne resta ancora il 95% per chi usa intelligenza e professionalità e non abbocca all’amo!!
Carissimo Dieni, è una TRANSAZIONE in tutti i sensi e del lutto, agli Impresari interessa poco, rende difficile la negoziazione proprio come affermi nella tua.
Asnaf & As
Il Presidente
Jorio Ronca
Gli stessi nelle varie occasioni hanno sempre presentato il problema oggi riproposto da Dieni, si sono sempre domandati come risolvere i vari problemi del settore ma, senza riuscirci tanto che, hanno subito l’avanzare sia delle varie Associazioni,Federazioni ect. con la continua pressione effettuata negli uffici Regionali per l’imposizione di regolamenti contestabili e criticati anche dalla AGCOM, ANTITRUST.
Nulla da eccepire su quanto lamentato da Dieni, vorremo solamente rammentargli che sono passati 25 anni ed il problema del settore ancora esiste, lo scritto generalista pubblicato il 10 Maggio a firma Massimiliano Di Giorgio non è assolutamente chiaro ne tanto meno completo, i dati sono molto diversi, pochi corrispondo alla vera realtà.
La nascita dei Gruppi di fondi che acquisiscono aziende, analizzandone sia la forza numerica che la possibilità di esecuzione dei servizi stessi secondo noi, non facilità il lavoro rendendolo piu’ accessibile alla richiesta di Dieni cioè, CHI TUTELA LA PERSONA IN LUTTO anzi, lo rende talmente piu’ semplificato che: si evita nei maggiori casi i cortei, la presenza per le esequie, la mancanza delle condoglianze come usanza sul sagrato, e, tante volte anche l’esclusione della messa in memoria si è perso il culto del morto. ANDARE IN CHIESA E RENDERSI CONTO.
Poi, sono arrivati i forni( qui meriterebbe un passaggio più completo ma, soprassediamo) dove si bruciano i morti, si diciamo bruciano i cadaveri perché questi sono, nessun ha il coraggio di scriverlo sui manifesti a lutto, IL CADAVERE DEL CARO PIPPO, SI TROVA NELLA CAMERA DI OSSERVAZIONE DELLA CASA DEI MORTI DELL’IMPRESA………..Sapete perché, tutti si stanno creando un certo alone, le case funerarie sono luoghi di beltà, dolcezza, silenzio, musica ancestrale, di comodità per i dolenti, ecc. ecc. Insomma si cerca di ENFATIZZARE la beltà di questo luogo al costo di euro 600 al giorno da pagare sul conto.
Siamo convinto che si rendessero pubbliche certe cose come sopra scritto, i dolenti ritornerebbero alla abitazione ,il servizio partirebbe dalla casa del defunto, e non lo invierebbero alla CASA DEI MORTI.
Una piccolo passaggio per i Gruppi, all’inizio c.a 6 anni fa ci venne chiesto cosa ne pensate?? La ns risposta fu: AI POSTERI !!! Conosciamo il resto, ci sono già stati e creati, caduti e rifatte, cedute e rivendute, Francesi,Americani, Maltesi, Russi, Italiani, chi partiva da Ventimiglia che da Genova.
La nascita dei Consorzi Veneti le famose A…. tutto in bolla di sapone, adesso riprovano e, vedrete la storia si ripeterà. Adesso vengono chiamati PARTENER!!! Alla faccia dei regolamenti!!!
Ma avvisiamo di stare molto attenti, c’è chi ha visto ancora piu’ lungo, e, i costruttori cosa fanno?? Si accontentano di avere un utile di 30 euro a cofano oppure tenteranno il colpo di creare imprese loro? Hanno casse, prodotti tutti, disponibilità di personale visto che già ne hanno nelle loro sedi, potrebbero assorbirne altro dalle imprese, saprebbero fare il lavoro, sono conosciuti nelle citta e loro paesi, per i carri funebri si avvalgono dei quelle dei loro Clienti, COSA GLI MANCA PER SOPPIANTARE I GRUPPI e subentrare nel mercato??
Oppure aspettano di essere tirati per il collo con il prezzo. Noi consigliamo attenzione, la percentuale dei servizi svolti dai Gruppi non supera il 5% ne resta ancora il 95% per chi usa intelligenza e professionalità e non abbocca all’amo!!
Carissimo Dieni, è una TRANSAZIONE in tutti i sensi e del lutto, agli Impresari interessa poco, rende difficile la negoziazione proprio come affermi nella tua.
Asnaf & As
Il Presidente
Jorio Ronca

